Nota stampa sul “Caval Marì”
- martedì mar 24,2009 11:40 PM
- By #FF0000
- In Comunicati stampa, Consiglio comunale
Il recente ordine del giorno, tendente a modificare la destinazione d’uso dei locali del Caval Marì, sostenuto con determinazione dalla maggioranza con motivazioni che sottendono una concezione dell’uso degli immobili di proprietà comunale non conforme con le esigenze della collettività, ripropone all’attualità del dibattito politico il corretto utilizzo degli strumenti di programmazione che devono essere riferimento costante degli atti e delle deliberazioni dell’Amministrazione comunale.
Nè può essere considerato silenzioso assenso, a tale concezione, il voto di astensione espresso da buona parte dell’opposizione che, a fronte di un proprio emendamento che prevede un concorso di idee, ha evitato di esprimere il voto contrario.
Nello specifico sarebbe stato utile approfondire le ragioni della proposta del consigliere Sasso, che sono apparse poco consistenti e più sommatoria di luoghi comuni che di studio minuzioso prudente e ponderato, confrontandosi sul ruolo e sulla coerenza di edifici e stabili presenti in ambiti di pregio e sulla loro funzione strategica in un ottica di sviluppo complessivo dell’area dove sono inseriti.
Oggi assistiamo , di converso, alla proposta della maggioranza -sostenuta con fermezza dal Sindaco- di destinare a locale notturno (discoteca?) i locali del Caval Marì. Proprio così, locale per l’intrattenimento notturno. Ma il contesto, la strategia di utilizzo dei beni pubblici, il pregio dei luoghi, l’incantevole lungomare, le ville dei primi del novecento che fanno da cornice ad un panorama naturale di rara bellezza, il centro storico che caratterizza il profilo del paesaggio … Niente di tutto questo: “movida” notturna e basta!
Eppure il piano strategico, strumento di pianificazione (“la strada maestra dello sviluppo” lo definì il Sindaco Tedde) approvato dal Consiglio Comunale con il voto unanime di maggioranza e opposizione l’11/09/2007, a pag. 53 è detto testualmente:
ALGHERO CITTÀ AMBIENTALE: PROMUOVERE LA QUALITÀ URBANA E TERRITORIALE
Le azioni individuate:
1.a.1 promuovere la qualità urbana e territoriale come elemento guida della progettazione a tutte le scale e in tutti i luoghi del territorio: il centro storico, i quartieri di contorno, le borgate e il parco.
1.a.2 distribuire sul territorio alcune funzioni e specializzazioni che si concentrano nel centro storico, con vantaggi di potenziamento e qualità dell’offerta, di estensione della domanda, di maggiore vivibilità e fruibilità.
A pagina 75 il Piano si esprime nel merito della qualità urbana individuando questi indirizzi strategici:
NUOVE CENTRALITÀ URBANE: IL CENTRO STORICO, I QUARTIERI DI CONTORNO, LE BORGATE, IL PARCO.
Ad un centro storico sovraccaricato da attività commerciali, di svago e di somministrazioni di cibi e bevande, fa da contraltare un sistema di borgate semi-rurali con un significativo stock edilizio sotto-utilizzato e una crescente domanda di servizi diffusi sul territorio, una periferia-dormitorio (a volte solo stagionale) e un’espansione residenziale che presenta, a volte, un insieme di opportunità localizzative tuttora non colte.
Per perseguire l’obiettivo della qualità urbana, per innalzare il livello di qualità della vita, per disegnare adeguatamente la forma della città e del suo sviluppo futuro, un’azione significativa è realizzata dalla rilocalizzazione di alcune funzioni urbane, sia pubbliche sia private, che ridistribuiscano i flussi di beni, persone e informazioni e costituiscano un volano della riqualificazione edilizia, urbana e ambientale”.
Agli animatori delle agende 21 e seguenti , ai proponenti i piani strategici, ai promotori della bellezza artistica e del design (niente sedie di plastica nei locali del centro storico dice il Sindaco al Consiglio), chiediamo di avere un atteggiamento più serio e rispondente alle caratteristiche della città che storicamente ha rappresentato il turismo in Sardegna.
Ed è evidente come il cambio di destinazione d’uso del Caval Marì, sia in antitesi con la pianificazione del Piano Strategico voluto da Consiglio Comunale. Tra l’altro è da evidenziare che le ragioni di opportunità sostenute dalla maggioranza sono di assoluta inconsistenza.
Infatti, il problema della distanza dei locali notturni dal centro non è motivazione sufficiente per giustificare la presenza di una discoteca nel centro storico, e il fatto che i giovani algheresi vadano in trasferta nella vicina città di Sassari, o nel piccolo paese di Ossi per trascorrere una serata in discoteca, supporta la tesi che il problema non sta nella distanza dei locali, ma nella qualità, quantità e tipologia di offerta di intrattenimento notturno che la città di Alghero offre allo stato attuale.
Pur avendo un glorioso passato, il riadattamento del Cavall Marì sarebbe anacronistico, in quanto sono mutate le esigenze espresse dalla domanda di intrattenimento. Il problema non può essere circoscritto all’utilizzo di una struttura, ma deve essere affrontato in senso più ampio. La discussione dovrebbe vertere sull’organizzazione dell’intero sistema di intrattenimento, piuttosto che sull’utilizzo di una singola struttura, la quale, da sola, non potrà risolve il problema.
Vittorio CUREDDA, Enrico DAGA, Angelo PIRAS, Gavino SCALA, Matteo TEDDE, Nicola SALVIO, Gavino TANCHIS
Angelo PIRAS, Consiglio comunale, Enrico DAGA, Gavino SCALA, Gavino TANCHIS, Matteo TEDDE, Nicola SALVIO, Vittorio CUREDDA

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